ETS 2.0 in Italia: che cos’è, quando parte e quali effetti può avere sulle bollette energetiche
Con l’ETS 2, anche i combustibili impiegati negli edifici e nel trasporto stradale rientreranno in un nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione. In Italia, le quote saranno acquistate dai fornitori di combustibili, non direttamente dalle famiglie. Parte dei costi potrebbe però riflettersi sui prezzi del gas metano, del GPL, del gasolio da riscaldamento, della benzina e del diesel.
Per chi usa una caldaia a gas o il riscaldamento centralizzato condominiale, l’ETS 2.0 potrebbe quindi aumentare le spese future. Questa guida spiega quando entrerà in funzione il sistema, come potrebbe incidere sulle bollette, quali aiuti sono previsti e quali interventi possono ridurre l’esposizione ai prezzi dei combustibili fossili.
Punti chiave
L’ETS 2 riguarda i combustibili per riscaldamento e trasporti: i fornitori dovranno sostenere un costo legato alle emissioni per gas metano, GPL, gasolio da riscaldamento, benzina e diesel.
L’ETS 2 sarà pienamente operativo dal 2028: il sistema era inizialmente previsto per il 2027, ma nel 2026 la sua operatività è stata rinviata di un anno. Le attività di monitoraggio e preparazione sono già iniziate, mentre il sistema entrerà pienamente in funzione nel 2028.
Riscaldarsi a gas potrebbe costare di più: i fornitori potrebbero trasferire parte dei costi dell’ETS 2 sui prezzi finali dei combustibili.
L’ETS 2 non si applica direttamente all’elettricità: l’elettricità utilizzata dalle famiglie non rientra direttamente nel nuovo sistema, mentre la produzione elettrica è già inclusa nell’EU ETS. In Italia, il prezzo dell’elettricità può comunque risentire dell’andamento del mercato del gas.
Gli interventi sull’abitazione e l’elettrificazione possono ridurre il ricorso ai combustibili fossili: tra le misure considerate figurano isolamento, pompe di calore e fotovoltaico, mentre i sistemi di accumulo riguardano la gestione dell’elettricità prodotta in loco.
Sono previsti anche aiuti economici: il Fondo sociale per il clima sosterrà, attraverso i piani nazionali, interventi destinati soprattutto alle famiglie vulnerabili e ad altri gruppi interessati dagli effetti dell’ETS 2.
Che cos’è l’ETS 2.0 e quando entrerà in vigore in Italia?
L’ETS 2 non va confuso con il sistema europeo di scambio delle quote già in vigore per la produzione elettrica, l’industria e altri settori coperti dall’EU ETS. Riguarda i combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e in alcuni settori aggiuntivi. Gli obblighi spettano ai fornitori di combustibili, non direttamente alle famiglie.
L’ETS 2 estende la tariffazione del carbonio agli edifici e ai trasporti
Il sistema originario di scambio delle quote dell’UE, noto come EU ETS o ETS 1, riguarda la produzione elettrica e di calore, diversi settori industriali, l’aviazione e il trasporto marittimo. L’ETS 2 è un sistema separato che comprende:
Edifici: combustibili come gas metano, gasolio e GPL utilizzati per il riscaldamento e l’acqua calda.
Trasporto stradale: benzina e diesel utilizzati per i veicoli.
Altri settori: principalmente alcune piccole attività industriali non coperte dall’EU ETS.
Il sistema opera a monte della filiera. Per le famiglie non è previsto l’acquisto diretto di quote ETS 2 né alcuna registrazione come soggetti regolamentati. Saranno invece i fornitori di combustibili a monitorare e comunicare le emissioni associate ai combustibili immessi al consumo, acquistare le quote necessarie e restituirle secondo il ciclo annuale previsto dal sistema.
L’ETS 2 sarà pienamente operativo dal 2028
Dal 2025 i fornitori sono tenuti a monitorare e comunicare le emissioni. In seguito alla modifica adottata nel 2026, l’ETS 2 diventerà pienamente operativo nel 2028. Le aste delle quote ETS 2 inizieranno nel 2027, mentre gli obblighi di restituzione delle quote seguiranno il calendario previsto per il sistema pienamente operativo. Per le famiglie italiane, gli eventuali effetti sui prezzi dei combustibili dovranno quindi essere valutati soprattutto in relazione all’avvio operativo del sistema nel 2028.
Quale impatto potrebbe avere l’ETS 2 sulle bollette in Italia?
Le famiglie italiane non acquisteranno direttamente le quote ETS 2. I fornitori potrebbero però trasferire parte dei relativi costi sui prezzi del gas metano, del GPL, del gasolio da riscaldamento, della benzina e del diesel.
| Voce di costo | Impianto tradizionale a combustibili fossili | Impianto elettrico con fotovoltaico e batteria |
|---|---|---|
| Fonte principale per l’inverno | Gas metano di rete / GPL | Elettricità + pompa di calore |
| Sovrapprezzo ETS 2 diretto | Non diretto; possibile trasferimento dei costi da parte dei fornitori | No (l’elettricità utilizzata dalle famiglie non rientra direttamente nell’ETS 2) |
| Esposizione ai rincari del gas | Alta (dipende da fattori geopolitici e variazioni dei prezzi all’ingrosso) | Potenzialmente ridotta, in base alla quota di elettricità prodotta e accumulata in loco |
| Andamento tariffario nel lungo periodo | Potenzialmente influenzato dal prezzo delle quote ETS 2 e dai prezzi dei combustibili | Dipende da autoconsumo, tariffe di rete, prezzo dell’elettricità e costi di gestione |
Il riscaldamento a combustibili fossili potrebbe costare di più
I fornitori potrebbero includere nei prezzi parte dei costi dell’ETS 2. Con l’avvio del sistema, le famiglie con una caldaia a gas o un impianto centralizzato condominiale potrebbero sostenere una spesa maggiore nella bolletta del gas. L’impatto dipenderà dal consumo di gas, dal prezzo delle quote e dalla quota di costi trasferita dai fornitori.
L’ETS 2 non si applica direttamente alle bollette elettriche
La produzione elettrica rientra già nell’ETS 1. Per questo l’elettricità utilizzata dalle famiglie non è soggetta direttamente all’ETS 2. Passare dagli apparecchi a gas a un piano a induzione o a una pompa di calore può ridurre l’esposizione diretta ai costi associati ai combustibili coperti dall’ETS 2. Restano comunque possibili variazioni dovute al mercato all’ingrosso e alle altre componenti della bolletta.
L’effetto sulle bollette varierà da caso a caso
L’ETS 2 è un sistema di mercato, non un’imposta fissa: il prezzo delle quote può variare nel tempo. L’impatto sulle bollette dipenderà dal prezzo delle quote, dalle tariffe dei fornitori e dai combustibili utilizzati. A parità di altre condizioni, le abitazioni con maggiori consumi di gas potrebbero essere maggiormente esposte a eventuali costi trasferiti.

Che cosa possono fare le famiglie italiane per gestire i costi energetici?
Le famiglie non possono controllare il prezzo delle quote ETS 2, ma possono valutare interventi che riducano il ricorso ai combustibili fossili. Le opzioni di riqualificazione energetica includono il miglioramento dell’isolamento, l’ammodernamento del sistema di riscaldamento e un maggiore utilizzo dell’elettricità prodotta da un impianto fotovoltaico.
Ridurre il fabbisogno energetico con interventi sull’abitazione
Ridurre le dispersioni termiche dell’abitazione può diminuire l’energia necessaria per il riscaldamento. Si possono sostituire gli infissi con modelli a doppi vetri basso-emissivi, installare valvole termostatiche o migliorare l’isolamento di pareti, copertura e altri elementi dell’involucro edilizio. Questi interventi possono contribuire a ridurre il consumo di combustibile nei mesi freddi, con effetti che variano in base alle caratteristiche dell’edificio e alla zona climatica.
Valutare il fotovoltaico per l’elettricità domestica
L’Italia dispone di buone condizioni di irraggiamento solare, soprattutto in molte aree del Centro-Sud. Produrre elettricità sul tetto o su una superficie ben esposta può ridurre i prelievi dalla rete e può facilitare l’elettrificazione di alcuni consumi domestici, ad esempio con una pompa di calore. Dal Lazio alla Puglia e alla Sicilia, la produzione effettiva dipenderà dall’irraggiamento locale, dall’orientamento e dall’inclinazione dell’impianto, dalla potenza installata e dai consumi dell’abitazione.
Valutare una batteria per aumentare l’autoconsumo fotovoltaico
Con l’entrata in vigore dell’ETS 2, le famiglie che utilizzano combustibili come il gas metano per il riscaldamento potrebbero sostenere costi energetici più elevati. Rivedere le modalità di consumo in casa può quindi aiutare a gestire i costi nel lungo periodo. Per chi ha già un impianto fotovoltaico, una batteria può accumulare l’elettricità non utilizzata durante il giorno e renderla disponibile la sera o di notte, riducendo in determinate condizioni la necessità di acquistare energia dalla rete.
EcoFlow OCEAN 2, per esempio, può accumulare l’elettricità fotovoltaica in eccesso e renderla disponibile quando serve. In questo modo, la famiglia può organizzare l’uso dell’energia in base ai propri orari di consumo effettivi.
Monitorare in tempo reale i consumi energetici domestici
Oltre a diversificare le fonti, può essere utile controllare i flussi elettrici domestici. Il monitoraggio aiuta a individuare i picchi di consumo e a organizzare l’uso degli elettrodomestici. In questo modo, i dati possono aiutare a capire quali apparecchi incidono maggiormente sui consumi nelle diverse ore della giornata.
EcoFlow PowerInsight 2 è un pannello di controllo dell’energia domestica. Riunisce in una schermata i dati in tempo reale su produzione, consumo totale e carica della batteria. L’utente può seguire l’andamento giornaliero e programmare le attività che richiedono più elettricità, come ricaricare l’auto o usare gli apparecchi da cucina, nelle ore di maggiore produzione fotovoltaica.

In che modo l’ETS 2 sosterrà le famiglie italiane?
Una parte delle risorse collegate all’ETS 2 contribuirà a finanziare misure destinate ai gruppi vulnerabili che potrebbero risentire dell’aumento dei costi legato al sistema. Gli interventi possono riguardare il miglioramento degli edifici, sistemi di riscaldamento e raffrescamento, mobilità a basse o zero emissioni e, in determinati casi, un sostegno temporaneo al reddito.
Il Fondo sociale per il clima sostiene le famiglie
Per affrontare gli effetti sociali dell’ETS 2, l’Unione europea ha istituito il Fondo sociale per il clima. Il Fondo è finanziato dalle risorse collegate alle aste ETS 2 e da 50 milioni di quote provenienti dall’EU ETS; gli Stati membri devono inoltre contribuire con almeno il 25% dei costi stimati dei rispettivi piani. Il Fondo sociale per il clima opera dal 2026. A seguito del rinvio dell’ETS 2 al 2028, le risorse disponibili nell’ambito del Fondo sono soggette al quadro finanziario aggiornato previsto dalla normativa europea. Gli Stati membri devono inoltre contribuire al finanziamento dei rispettivi Piani sociali per il clima.
Le famiglie vulnerabili possono ricevere assistenza
Tra gli obiettivi del Fondo sociale per il clima c’è il contrasto alla povertà energetica e dei trasporti. Sono previste misure mirate e, in determinati casi, un sostegno temporaneo al reddito. I principali destinatari sono le famiglie vulnerabili, gli utenti vulnerabili dei trasporti e le microimprese vulnerabili interessati dagli effetti dell’ETS 2. I criteri specifici di accesso saranno definiti attraverso i piani nazionali e le relative misure di attuazione.
Gli interventi domestici possono accedere ai finanziamenti
Una parte significativa delle risorse del Fondo sociale per il clima è destinata a interventi strutturali, oltre agli eventuali aiuti temporanei al reddito. Attraverso i piani nazionali, il Fondo può sostenere diverse categorie di interventi per migliorare l’efficienza degli edifici e ridurre il ricorso ai combustibili fossili. Le misure effettivamente disponibili per le famiglie italiane dipenderanno dal Piano sociale per il clima dell’Italia e dai relativi criteri di attuazione:
Sostituzione di sistemi di riscaldamento a combustibili fossili con pompe di calore o altre soluzioni di riscaldamento ammissibili.
Installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto e batterie di accumulo per fotovoltaico.
Miglioramento dell’isolamento dell’involucro dell’edificio, ad esempio attraverso un cappotto termico.
Adozione di sistemi intelligenti per l’ecosistema energetico domestico che possono contribuire a gestire i consumi elettrici.
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Conclusione
Nel tempo, l’ETS 2.0 potrebbe aumentare il costo del riscaldamento basato sui combustibili coperti dal sistema. L’effetto su ogni famiglia dipenderà però dal prezzo delle quote, dalle tariffe dei fornitori e dai consumi. A parità di altre condizioni, le abitazioni che utilizzano meno gas potrebbero essere meno esposte agli eventuali costi trasferiti.
Non è necessario sostituire tutti gli impianti contemporaneamente. È utile prima controllare i consumi annui di gas ed elettricità e valutare eventuali interventi sull’isolamento. Si può poi verificare se una pompa di calore, un impianto fotovoltaico o una batteria siano adatti all’immobile. Prima di investire, è opportuno confrontare i costi di installazione, i possibili benefici economici e gli incentivi nazionali o regionali effettivamente disponibili.
Disclaimer: Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e riflettono le disposizioni e le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. L’attuazione dell’ETS 2, l’andamento dei prezzi dei combustibili e le misure di sostegno possono variare nel tempo. Gli eventuali incentivi e finanziamenti disponibili in Italia dipendono dai requisiti e dalle disposizioni vigenti. Prima di prendere decisioni relative a interventi energetici o investimenti, è consigliabile verificare le condizioni e le misure ufficialmente applicabili.
Domande frequenti
Che cos’è la normativa ETS?
La normativa ETS è un quadro legislativo basato sul principio “cap-and-trade”. Limita le emissioni complessive di gas serra nei settori coperti dal sistema e richiede alle imprese soggette all’ETS di restituire quote in relazione alle emissioni generate. Le aziende possono ridurre le proprie emissioni oppure acquistare le quote necessarie nelle aste o sul mercato secondario.
Chi rientra nell’ETS?
L’ETS 1 riguarda centrali elettriche e impianti industriali nei settori coperti dal sistema, tra cui acciaio, cemento, vetro e carta. Comprende anche l’aviazione e il trasporto marittimo nei rispettivi ambiti di applicazione. Con l’ETS 2, le regole si estendono a monte. Riguarderanno i fornitori di combustibili che immettono sul mercato i combustibili destinati agli edifici, al trasporto stradale e ad altri settori coperti dal sistema.
Qual è il tetto alle emissioni dell’EU ETS per il 2026?
Per il 2026, il tetto dell’EU ETS per le installazioni coperte dal sistema è nell’ordine di 1,24 miliardi di quote. Il calcolo tiene conto del fattore di riduzione lineare del 4,3% previsto per il periodo 2024-2027 e della riduzione una tantum di 27 milioni di quote prevista per il 2026. Questi aggiustamenti contribuiscono al percorso di riduzione delle emissioni previsto dall’EU ETS entro il 2030.
L’ETS 2 coincide con l’EU ETS?
No. L’ETS 2 non coincide con l’EU ETS originario, anche se entrambi seguono i principi del mercato cap-and-trade. L’ETS 1 riguarda la produzione elettrica, l’industria e altri settori coperti dal sistema. L’ETS 2 è separato e opera a monte della filiera dei combustibili, attribuendo un prezzo alle emissioni associate alla combustione dei combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e negli altri settori coperti.