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Direttiva case green 2026: cosa cambia per le abitazioni italiane e quali interventi valutare

EcoFlow

Le norme edilizie italiane puntano a migliorare la prestazione energetica degli edifici e a ridurre progressivamente l’uso dei combustibili fossili. Per i proprietari, cresce quindi l’attenzione verso isolamento, pompe di calore, pannelli solari e sistemi di accumulo.

Questa guida chiarisce gli effetti della direttiva case green sulle abitazioni italiane. Indica quali interventi valutare, come possono incidere sui costi energetici e cosa verificare prima dei lavori.

Punti chiave

  • Stop agli incentivi per le nuove caldaie autonome alimentate da combustibili fossili. Dal 1° gennaio 2025, l’EPBD prevede che gli Stati membri non concedano incentivi finanziari per l’installazione di nuove caldaie autonome alimentate da combustibili fossili, con alcune eccezioni previste dalla direttiva. La misura favorisce il ricorso a soluzioni alternative, tra cui pompe di calore e alcuni sistemi ibridi. 

  • Obiettivi per l’intero patrimonio edilizio. La direttiva non stabilisce una scadenza unica entro cui ogni abitazione privata debba essere ristrutturata. Gli obiettivi nazionali prevedono una riduzione progressiva del consumo medio di energia primaria del patrimonio residenziale, con particolare attenzione agli edifici con le prestazioni peggiori.

  • Fotovoltaico e accumulo. Quando la produzione fotovoltaica non coincide con i consumi domestici, una batteria può aumentare l’autoconsumo e ridurre il ricorso all’elettricità acquistata dalla rete.

  • Vincoli locali da verificare. Le regole comunali e le disposizioni delle soprintendenze possono incidere sulla possibilità di realizzare interventi sull’involucro e impianti solari. Tra gli aspetti da verificare rientrano i vincoli paesaggistici e quelli legati alla tutela storico-artistica.

Cosa cambia per le abitazioni italiane con la direttiva case green?

La direttiva non stabilisce che tutti i proprietari italiani debbano ristrutturare subito la propria abitazione. Fissa invece obiettivi nazionali per migliorare progressivamente la prestazione energetica del patrimonio edilizio. Questi obiettivi influiranno nel tempo su standard edilizi, sistemi di riscaldamento, requisiti per gli edifici e certificazione della prestazione energetica.

Nuovi standard per gli edifici a emissioni zero

I nuovi edifici residenziali dovranno diventare edifici a emissioni zero a partire dal 2030, secondo quanto previsto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. Il loro fabbisogno energetico dovrà essere molto basso e, secondo i requisiti della direttiva, dovrà essere coperto in larga misura da energia da fonti rinnovabili prodotta in loco, nelle vicinanze o proveniente da fonti rinnovabili. Per gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, i requisiti applicabili dipenderanno dal recepimento nazionale e dalle caratteristiche dell’intervento.

Modifiche alle classi energetiche APE

L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) utilizza in Italia una scala di prestazione energetica che va dalla classe A4 alla classe G. La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici introduce un quadro europeo più armonizzato per la certificazione della prestazione energetica. Per approfondire il tema delle nuove classi energetiche, è utile distinguere tra gli obiettivi europei e le modalità con cui saranno recepiti nell’ordinamento italiano.

  • La classe A dovrà essere utilizzata per gli edifici a emissioni zero secondo il quadro previsto dalla direttiva. Gli Stati membri possono inoltre prevedere una classe A+ per gli edifici che producono più energia da fonti rinnovabili di quella utilizzata annualmente.

  • La classe G identifica, nel sistema italiano, il livello più basso della scala APE e comprende gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori.

Una maggiore armonizzazione dei criteri europei può rendere più facilmente confrontabile la prestazione energetica degli edifici tra gli Stati membri. Questo può facilitare la valutazione degli immobili da parte di proprietari, acquirenti e soggetti finanziari.

Fine degli incentivi per le caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili

Dal 1° gennaio 2025, gli Stati membri non possono concedere incentivi finanziari per l’installazione di nuove caldaie autonome alimentate da combustibili fossili, secondo quanto previsto dall’EPBD e fatte salve le eccezioni stabilite dalla direttiva. Le misure di sostegno possono invece riguardare soluzioni basate sulle fonti rinnovabili e determinati sistemi ibridi, in funzione delle regole nazionali applicabili.

Nuovi requisiti per gli impianti solari negli edifici

I nuovi requisiti europei favoriscono l’integrazione dell’energia solare negli edifici, quando l’installazione è tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile. Per le nuove abitazioni, l’obbligo di installare sistemi solari si applicherà progressivamente, con le principali scadenze previste a partire dal 2030, secondo i requisiti europei per il solare negli edifici. Per alcuni edifici esistenti, inclusi determinati edifici non residenziali e pubblici, l’obbligo può scattare prima in presenza di specifici interventi e requisiti.

Quali interventi privilegiare nelle abitazioni italiane?

Nelle abitazioni italiane più datate, valutare prima le caratteristiche dell’involucro può aiutare a dimensionare correttamente il nuovo impianto di riscaldamento. Ridurre le dispersioni può diminuire il fabbisogno energetico e consentire di valutare con maggiore precisione la potenza necessaria per pompe di calore e altri impianti.

Priorità Intervento Vantaggio principale Applicazione tipica in Italia
1Isolamento di pareti e tetto Riduzione delle dispersioni e del fabbisogno per il riscaldamento e il raffrescamento Cappotto termico esterno in EPS o lana di roccia, oppure isolamento interno progettato in funzione dell’edificio
2Finestre ad alta efficienza Miglioramento della tenuta all’aria e riduzione delle dispersioni attraverso i serramenti Infissi in PVC con doppi o tripli vetri oppure in alluminio a taglio termico
3Ammodernamento con pompa di calore Possibile riduzione dell’uso del gas per il riscaldamento Pompe di calore aria-acqua abbinate, quando compatibili, a pavimenti radianti o terminali a bassa temperatura

Migliorare l’isolamento di pareti e tetto

Le pareti in muratura non isolate possono aumentare gli scambi termici con l’esterno, sia in estate sia in inverno. Un cappotto termico esterno può essere realizzato con lana minerale o pannelli in fibra di legno, in funzione delle caratteristiche dell’edificio e del progetto. Un intervento correttamente progettato può contribuire a migliorare il comfort interno. In condominio, per i lavori sulle parti comuni possono inoltre essere necessarie specifiche maggioranze previste dalla normativa. Quando l’isolamento esterno non è praticabile, un isolante termico per interni può rappresentare un’alternativa da valutare con un tecnico.

Sostituire le finestre con vetri ad alta efficienza

Le finestre a vetro singolo e gli infissi con una tenuta all’aria insufficiente possono aumentare le dispersioni termiche. I serramenti moderni possono utilizzare doppi o tripli vetri, rivestimenti basso-emissivi e distanziatori a bordo caldo. Se correttamente dimensionati e installati, possono migliorare il comfort, ridurre il rischio di condensa e contribuire all’isolamento acustico. In alcuni casi, la sostituzione dei serramenti può anche migliorare la prestazione energetica dell’immobile e incidere sulla classe APE.

Sostituire le caldaie a gas con pompe di calore elettriche

Le moderne pompe di calore aria-acqua possono raggiungere valori di prestazione stagionale elevati, che in determinate condizioni possono superare il 300%. In termini semplificati, un sistema con un COP di 3 può fornire circa 3 kWh di calore per ogni kWh di elettricità consumata nelle condizioni di riferimento. Le prestazioni effettive dipendono dalla temperatura esterna, dalla temperatura di mandata e dalle caratteristiche dell’impianto. Se correttamente dimensionate, le pompe di calore possono essere abbinate a pavimenti radianti, ventilconvettori o, in alcuni casi, radiatori esistenti. I modelli reversibili possono inoltre fornire raffrescamento in estate.

EcoFlow OCEAN 2 sistema di accumulo domestico monofase

Come incidono questi interventi sui costi energetici in Italia?

Una riduzione del fabbisogno energetico può contribuire a contenere i consumi dell’abitazione. Anche l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica prodotta in loco può ridurre la quantità di elettricità acquistata dalla rete. Isolamento, sistemi di riscaldamento efficienti e batterie di accumulo per fotovoltaico possono contribuire a gestire meglio i consumi, in funzione del profilo energetico dell’abitazione.

Bollette elettriche più basse grazie a un maggiore autoconsumo

Aumentare l’autoconsumo solare può ridurre la quantità di elettricità acquistata dalla rete. In condizioni normali, la produzione fotovoltaica è maggiore nelle ore centrali della giornata, mentre parte dei consumi domestici può concentrarsi nel tardo pomeriggio e alla sera. Il disallineamento tra produzione e consumo rende l’accumulo una soluzione da valutare in base al profilo di utilizzo dell’abitazione.

L’accumulo domestico può compensare questo sfasamento e accumula per la sera il surplus prodotto di giorno. EcoFlow OCEAN 2 offre una capacità espandibile fino a 30 kWh. Accumula l’energia solare nei picchi di produzione e la rilascia quando cresce la domanda. L’energia immagazzinata può essere usata la sera, in Fascia F2, e nei picchi diurni, in Fascia F1. Può alimentare piani cottura a induzione, pompe di calore e lavatrici. In questo modo si può ridurre l’acquisto di elettricità nelle ore più costose.

Costi energetici più bassi grazie a una casa più efficiente

Ogni kilowattora non utilizzato grazie a una riduzione del fabbisogno energetico non deve essere acquistato dalla rete o prodotto dall’impianto domestico. Un involucro ben isolato e serramenti con una buona tenuta all’aria possono contribuire a ridurre le dispersioni. Il fabbisogno effettivo dipende però dalle condizioni climatiche, dalla temperatura interna desiderata e dalle caratteristiche dell’edificio. Una riduzione del carico termico può inoltre facilitare il corretto dimensionamento della pompa di calore e contribuire a migliorarne le condizioni di funzionamento.

Incentivi italiani per la riqualificazione energetica della casa

Le misure fiscali per la riqualificazione edilizia sono cambiate più volte negli ultimi anni. Nel 2026, prima di programmare i lavori, è quindi necessario verificare aliquote, requisiti e spese ammissibili previsti dalla normativa vigente.

  • Ecobonus. Prevede, secondo i requisiti e le aliquote vigenti, detrazioni fiscali per determinati interventi di riqualificazione energetica, tra cui alcune opere sull’involucro e specifici impianti. 

  • Bonus Casa (Ristrutturazioni Edilizie). Riguarda specifici interventi di recupero del patrimonio edilizio, con requisiti, limiti di spesa e aliquote da verificare in base alla normativa vigente.

  • Conto Termico. Prevede incentivi diretti gestiti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per specifici interventi di incremento dell’efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Tra gli interventi ammessi rientrano determinate installazioni di pompe di calore, secondo i requisiti previsti dalla normativa vigente. 

EcoFlow PowerInsight 2 sistema di monitoraggio energetico domestico

Cosa verificare prima di una riqualificazione energetica?

Prima di scegliere le apparecchiature o un installatore, è utile verificare i consumi attuali e la gestione dell’energia domestica. Vanno controllati anche gli eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici locali. Infine, occorre valutare se l’impianto elettrico e la potenza disponibile sono adeguati agli interventi previsti.

Valutare i consumi energetici domestici

Prima di una riqualificazione estesa, è utile analizzare i consumi elettrici di partenza. Occorre valutare la domanda nelle diverse fasce orarie e l’assorbimento dei principali elettrodomestici. Questa analisi aiuta a individuare gli ambiti in cui può essere utile intervenire e a dimensionare correttamente i nuovi impianti.

Negli immobili già dotati di fotovoltaico e batteria, EcoFlow PowerInsight 2 offre un touchscreen ad alta definizione da 11 pollici. Un’unica schermata riunisce in tempo reale produzione solare, carichi domestici e stato della batteria. La lettura dei dati giornalieri su produzione, accumulo e consumo aiuta a dimensionare i futuri interventi.

Verificare i vincoli degli edifici storici

Le autorità competenti possono imporre specifici vincoli sugli interventi esterni degli immobili tutelati. Per gli edifici situati in un Centro Storico – Zona A o in aree soggette a vincolo paesaggistico, è quindi necessario verificare preventivamente gli strumenti urbanistici e le autorizzazioni richieste. In alcuni casi può essere necessario valutare l’isolamento interno anziché il cappotto esterno. Anche gli impianti solari e i serramenti possono essere soggetti a prescrizioni relative a posizione, materiali, colori e caratteristiche estetiche.

Stimare la capacità dell’impianto elettrico

Molte abitazioni italiane dispongono di forniture elettriche con potenze impegnate contenute, spesso nell’ordine di 3 kW o superiori. Una potenza disponibile limitata può non essere sufficiente per utilizzare contemporaneamente una pompa di calore, un piano cottura a induzione e una ricarica per veicoli elettrici. È quindi utile verificare con il venditore o il distributore la potenza disponibile e valutare, se necessario, un aumento della potenza impegnata o una diversa configurazione dell’impianto. Potrebbero essere necessari anche adeguamenti del cablaggio e del quadro elettrico.

Scegliere installatori qualificati per il solare e il riscaldamento

Ai sensi del DM 37/08, gli interventi sugli impianti rientranti nel relativo ambito di applicazione devono essere eseguiti da imprese abilitate, che al termine dei lavori rilasciano la documentazione prevista, inclusa la Dichiarazione di Conformità (DiCo) quando richiesta. Per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, è inoltre opportuno verificare i requisiti professionali applicabili e l’esperienza dell’installatore. La messa in servizio deve comprendere le verifiche previste per l’impianto e, quando pertinente, il corretto bilanciamento del circuito di riscaldamento e la configurazione del sistema di accumulo.

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Conclusione

La direttiva case green introduce un percorso europeo per migliorare progressivamente la prestazione energetica degli edifici e ridurre l’uso dei combustibili fossili. Non è necessario realizzare tutti gli interventi insieme: è preferibile valutare prima le caratteristiche dell’immobile e i consumi reali, quindi individuare le soluzioni più adatte tra isolamento, pompe di calore, fotovoltaico e accumulo. Una riqualificazione ben pianificata può contribuire a ridurre i consumi e migliorare il comfort, tenendo conto dei costi, dei vincoli dell’edificio e delle normative applicabili.

Nota importante: Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza legale, fiscale, tecnica o professionale. Le disposizioni relative alla prestazione energetica degli edifici, agli incentivi e agli interventi edilizi possono essere aggiornate o soggette a requisiti specifici a livello nazionale, regionale o locale. Prima di intraprendere lavori o presentare richieste di incentivo, si consiglia di verificare la normativa vigente e di rivolgersi a un tecnico qualificato per valutare il caso specifico.

Domande frequenti

Che cos’è la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia?

La direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) è una direttiva dell’Unione europea che stabilisce un quadro per migliorare progressivamente la prestazione energetica degli edifici. Tra gli obiettivi vi sono la trasformazione del patrimonio edilizio europeo verso edifici a emissioni zero entro il 2050 e la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni operative.

Cosa significa classe energetica G in Italia?

La classe energetica G è il livello più basso della scala APE italiana. Identifica gli immobili con prestazioni energetiche meno favorevoli rispetto alle classi superiori. La classe deriva dalla metodologia di calcolo prevista per l’APE e non dipende esclusivamente dall’isolamento o dal tipo di impianto di riscaldamento.

Come migliorare l’efficienza energetica della casa senza grandi lavori

È possibile migliorare alcuni aspetti dei consumi domestici anche con interventi semplici, come la sostituzione delle guarnizioni usurate di porte e finestre, l’installazione di valvole termostatiche e l’utilizzo di illuminazione LED. Per i radiatori, eventuali pannelli riflettenti possono essere valutati in funzione della posizione e delle caratteristiche della parete.

Quali documenti servono per l’APE?

Per redigere un APE, il certificatore energetico abilitato raccoglie i dati e la documentazione necessari secondo la normativa applicabile. Possono essere richiesti la planimetria catastale, il libretto d’impianto, i dati relativi agli impianti, le caratteristiche dell’involucro e altra documentazione utile alla valutazione energetica dell’immobile. Le bollette possono fornire informazioni sui consumi reali, ma non costituiscono necessariamente un documento obbligatorio per ogni APE.

È possibile aggiungere una batteria di accumulo a pannelli solari già installati?

Sì, in molti casi è possibile aggiungere una batteria a un impianto fotovoltaico esistente. Una soluzione può prevedere un sistema di accumulo accoppiato in corrente alternata; in altri casi può essere valutata la sostituzione o l’integrazione dell’inverter con un modello ibrido compatibile. La soluzione dipende dalla configurazione dell’impianto esistente, dall’inverter installato e dai requisiti tecnici applicabili.

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