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Classi energetiche ABCD: significato e differenze tra le classi

EcoFlow

In Italia, la classe energetica indica il livello di prestazione energetica di un immobile sulla base di un uso standardizzato. Il calcolo considera il riscaldamento, il raffrescamento, la produzione di acqua calda sanitaria e gli altri servizi energetici previsti dalla metodologia. Il dato compare nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), richiesto in diversi casi, tra cui la compravendita e la nuova locazione di immobili. Questa guida spiega cosa indicano le classi energetiche ABCD, come viene determinata la valutazione e quali interventi possono migliorare le prestazioni energetiche di una casa.

Punti chiave

  • Classi energetiche italiane: nell’APE la scala va dalla A4, la classe più alta, alla G, la classe più bassa.

  • Indicatore principale: la classificazione utilizza l’EPgl,nren, espresso in kWh/m² anno, e non i consumi riportati nelle bollette.

  • Il peso del riscaldamento: il riscaldamento e la produzione di acqua calda possono incidere significativamente sul fabbisogno energetico calcolato, con differenze legate anche alle caratteristiche climatiche dell’immobile.

  • Fotovoltaico e accumulo: un impianto fotovoltaico, una batteria come EcoFlow OCEAN 2 e strumenti di monitoraggio come PowerInsight 2 possono aiutare a utilizzare meglio l’energia prodotta in casa e a ridurre gli scambi con la rete.

  • Obiettivi UE per la prestazione energetica: la direttiva EPBD stabilisce un quadro europeo per migliorare la prestazione energetica degli edifici e promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio. 

EcoFlow OCEAN 2 sistema di accumulo domestico monofase

Che cosa significano le classi energetiche ABCD in Italia?

Le classi A, B, C e D rappresentano le fasce più alte della scala APE italiana. La classe A comprende le sottoclassi A1, A2, A3 e A4, con A4 al livello più alto della classificazione. La classe energetica è determinata sulla base del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile dell’edificio in condizioni d’uso standard.

Le classi energetiche fanno parte del sistema APE

In Italia, la prestazione energetica è certificata attraverso l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Il sistema nazionale di certificazione è disciplinato da una normativa sviluppatasi a partire dal D.Lgs. 192/2005 e dalle successive disposizioni, tra cui le linee guida nazionali del DM 26/06/2015, successivamente aggiornate. L’APE ha una validità massima di dieci anni, subordinata al rispetto delle prescrizioni previste per i controlli di efficienza energetica degli impianti, e deve essere aggiornato nei casi previsti dalla normativa.

Non è solo un adempimento burocratico. Prima di concludere una compravendita o una nuova locazione, offre ad acquirenti e inquilini una valutazione standard della classificazione energetica dell’immobile.

I diversi livelli di prestazione energetica

La scala italiana comprende dieci classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G. Le classi dalla A alla D occupano la parte alta della scala, mentre E, F e G corrispondono a livelli progressivamente inferiori di prestazione. Le caratteristiche costruttive e impiantistiche associate a ciascuna classe possono variare in base all’edificio:

  • Classe A (da A1 ad A4): comprende gli edifici con i livelli più elevati di prestazione energetica. Possono presentare un involucro ben isolato, sistemi di climatizzazione ad alta efficienza, fotovoltaico e altri impianti avanzati. La classe A4 è il livello più alto della classificazione APE, ma non deve essere considerata automaticamente sinonimo di edificio a energia quasi zero (NZEB).

  • Classe B: indica un livello elevato di prestazione energetica. Un immobile di questa fascia può presentare un buon isolamento dell’involucro e impianti moderni, ma la configurazione effettiva varia da edificio a edificio.

  • Classe C: rappresenta un livello intermedio-alto della scala. Può essere associata a immobili esistenti riqualificati attraverso interventi sull’involucro, sui serramenti o sugli impianti, ma non esiste un singolo intervento che definisca questa classe.

  • Classe D: si colloca in una fascia intermedia della scala. Le caratteristiche dell’involucro e degli impianti possono essere molto diverse, quindi la classe non implica necessariamente che tutte le principali dispersioni siano già state corrette.

Classe energetica Livello nella scala APE Possibili caratteristiche Prestazione rispetto all’edificio di riferimento
A4 Più alto Involucro molto performante, impianti ad alta efficienza e, in alcuni casi, produzione energetica da fonti rinnovabili Molto elevata
A1–A3 Molto alto Buon isolamento, serramenti performanti e impianti efficienti Elevata
B Alto Buon isolamento e sistemi impiantistici efficienti, con caratteristiche variabili Più elevata rispetto alle classi inferiori
C Medio-alto Possibili interventi sull’involucro, sui serramenti o sugli impianti Intermedia-alta
D Intermedio Caratteristiche dell’involucro e degli impianti variabili Intermedia

Come vengono determinate le classi energetiche in un APE italiano?

La classe APE deriva da un calcolo energetico standardizzato e non dai consumi riportati nelle bollette o da una semplice valutazione visiva. La metodologia considera le caratteristiche dell’involucro, gli impianti, le condizioni climatiche locali e il confronto con un edificio di riferimento.

L’APE usa calcoli energetici standardizzati

I calcoli seguono la metodologia prevista dalla normativa nazionale e dalle relative norme tecniche, tra cui la serie UNI/TS 11300. Le bollette non determinano direttamente la classe, perché i consumi effettivi dipendono dalle abitudini degli occupanti. Per esempio, possono variare in base alle ore trascorse in casa e alla temperatura impostata. L’APE utilizza invece condizioni standardizzate di utilizzo, insieme ai dati climatici e alle caratteristiche dell’edificio.

L’EPgl,nren determina la classe energetica

Al centro dell’APE c’è l’EPgl,nren (Indice di Prestazione Energetica Globale Non Rinnovabile). Il valore è espresso in chilowattora per metro quadrato all’anno (kWh/m² anno) e rappresenta il fabbisogno annuo di energia primaria non rinnovabile associato ai servizi energetici considerati dalla metodologia.

Per un edificio residenziale, tra i principali servizi considerati rientrano:

  1. Riscaldamento invernale degli ambienti (EPH,nren)

  2. Raffrescamento estivo degli ambienti (EPC,nren)

  3. Produzione di acqua calda sanitaria (EPW,nren)

  4. Ventilazione meccanica, se presente (EPV,nren)

Per gli edifici non residenziali possono essere considerati anche altri servizi, tra cui l’illuminazione e il trasporto di persone o cose.

L’EPgl,nren dell’immobile viene confrontato con quello dell’“edificio di riferimento” secondo la metodologia prevista dalla normativa. In generale, un valore più basso rispetto al riferimento porta verso le classi più alte, mentre valori più elevati portano verso le classi inferiori. La classificazione non dipende quindi da una semplice soglia assoluta uguale per tutti gli edifici.

Gli impianti dell’edificio incidono sulla valutazione energetica

Il calcolo considera sia l’involucro edilizio sia gli impianti tecnici dell’edificio. Questi ultimi possono integrarsi in un ecosistema energetico domestico.

Per l’involucro si valutano, tra gli altri aspetti, le caratteristiche di trasmissione del calore di pareti, coperture e superfici trasparenti. Per gli impianti conta invece la loro efficienza e il modo in cui contribuiscono a soddisfare i diversi fabbisogni energetici. Un intervento come la sostituzione di una vecchia caldaia con una pompa di calore può ridurre il fabbisogno di energia primaria non rinnovabile calcolato, ma l’effetto concreto dipende dalle caratteristiche dell’edificio e dalla configurazione dell’impianto.

L’APE viene rilasciato da un professionista abilitato

La certificazione non può essere compilata autonomamente dal proprietario. Un tecnico abilitato, o soggetto certificatore, deve redigere e firmare l’APE secondo i requisiti previsti dalla normativa e dalle procedure regionali. I dati vengono quindi trasmessi al sistema informativo o catasto energetico previsto nella regione competente. Tra gli esempi ci sono il CENED in Lombardia e il SACE in Emilia-Romagna. Il certificatore deve possedere i requisiti professionali previsti dalla normativa e utilizzare metodologie e strumenti di calcolo conformi alle disposizioni applicabili.

EcoFlow PowerInsight 2 sistema di monitoraggio energetico domestico

Come migliorare la prestazione energetica di una casa?

Per migliorare la classe energetica, spesso è utile intervenire su più aspetti dell’edificio. Una valutazione iniziale può individuare le principali dispersioni dell’involucro e le prestazioni degli impianti. In seguito si possono valutare interventi di isolamento, sostituzione dei serramenti e aggiornamento dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Nelle abitazioni dotate di fotovoltaico, le batterie di accumulo per fotovoltaico possono inoltre aiutare a gestire meglio l’energia prodotta, anche se il loro effetto sulla classe APE dipende dalla configurazione dell’edificio e dalla metodologia di calcolo.

Migliorare l’isolamento e l’involucro edilizio

Prima di sostituire il sistema di riscaldamento, può essere utile valutare le dispersioni attraverso l’involucro. Gli interventi principali includono:

  • Isolamento delle pareti esterne (cappotto termico): pannelli in EPS, lana di roccia o sughero possono ridurre la trasmittanza delle pareti e, se correttamente progettati, contribuire alla riduzione dei ponti termici.

  • Sostituzione delle finestre: sostituire vetri singoli o serramenti datati con soluzioni a maggiore prestazione termica può ridurre le perdite di calore e le infiltrazioni d’aria. Le caratteristiche dei telai possono variare, ad esempio, tra PVC e alluminio a taglio termico.

  • Isolamento del tetto e del sottotetto: l’isolamento del solaio di un sottotetto non riscaldato può limitare gli scambi termici attraverso la copertura.

Aggiornare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento

Dopo aver valutato le dispersioni dell’involucro, si possono considerare sistemi di riscaldamento e raffrescamento più efficienti:

  • Pompe di calore: una pompa di calore aria-acqua può, in determinate condizioni, sostituire una caldaia a gas. Può essere realizzata in configurazione split o monoblocco e può fornire riscaldamento, raffrescamento e, nei sistemi predisposti, acqua calda sanitaria. Le prestazioni stagionali dipendono dal modello, dalle condizioni climatiche e dall’impianto; per descriverle è più corretto utilizzare l’indicatore SCOP anziché il COP.

  • Sistemi radianti: il riscaldamento a pavimento può funzionare con temperature dell’acqua inferiori rispetto a molti sistemi tradizionali a radiatori. I valori effettivi dipendono dal progetto e dalle condizioni di esercizio. Temperature di mandata più basse possono favorire il funzionamento delle pompe di calore.

  • Controlli termostatici: le testine termostatiche e i sistemi di regolazione per singola zona possono aiutare a modulare la temperatura degli ambienti in base alle esigenze effettive.

Usare un sistema di accumulo domestico

Migliorare le prestazioni di una casa non significa solo ridurre il fabbisogno termico di base. Occorre anche accumulare, bilanciare e usare meglio l’elettricità.

Nelle case con fotovoltaico sul tetto, la produzione diurna raramente coincide con i picchi serali. Una batteria domestica ad alta capacità può attenuare questo divario.

EcoFlow OCEAN 2 usa celle al litio-ferro-fosfato (LFP), progettate per offrire sicurezza e lunga durata. Un solo inverter gestisce fino a sei batterie. La capacità può così arrivare a 30 kWh. Il sistema modulare immagazzina l’eccedenza solare prodotta di giorno. La rende disponibile per cucinare la sera o durante i cicli notturni della pompa di calore. Crea così un collegamento efficiente tra produzione locale, riserve della batteria e fabbisogno domestico.

Monitorare la produzione e i consumi energetici della casa

Conoscere i flussi in tempo reale è essenziale per gestire l’efficienza domestica. Senza sapere dove finiscono i chilowattora, è difficile eliminare gli assorbimenti in standby. Anche programmare le attività che consumano di più diventa un tentativo alla cieca.

EcoFlow PowerInsight 2 ha un touchscreen intuitivo da circa 11 pollici. Mostra la produzione fotovoltaica dell’intera casa, i consumi in tempo reale e la carica delle batterie. I dati aiutano a seguire i consumi nelle varie ore. Permettono anche di usare gli elettrodomestici nelle ore di maggiore produzione solare e di correggere le abitudini in modo mirato.

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Conclusione

La classe APE offre ad acquirenti, inquilini e proprietari un quadro standardizzato delle prestazioni energetiche previste per l’immobile. In generale, le classi dalla A alla D corrispondono alla parte alta della scala APE, ma la classe non identifica da sola un determinato tipo di isolamento o di impianto.

Per migliorare la prestazione energetica, è utile partire dalla valutazione dell’involucro e delle principali dispersioni. In seguito si possono considerare interventi sui serramenti, sugli impianti di riscaldamento e raffrescamento e, quando appropriato, sul sistema fotovoltaico. Accumulo e monitoraggio possono inoltre aiutare a utilizzare meglio l’energia prodotta in casa e a ridurre gli scambi con la rete.

Avvertenza: Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e possono essere soggette a modifiche in base agli aggiornamenti della normativa nazionale, europea o regionale. Per verificare i requisiti applicabili a un immobile specifico, si consiglia di consultare le fonti ufficiali e un professionista abilitato.

Domande frequenti

Qual è la classe energetica migliore?

La classe A4 è il livello più alto della classificazione energetica APE italiana. Un edificio A4 presenta il valore più favorevole previsto dalla scala di classificazione, ma la classe A4 non deve essere considerata automaticamente sinonimo di edificio a energia quasi zero (NZEB). La classificazione APE e la definizione di NZEB sono infatti concetti distinti.

Che cosa sono gli edifici di classe A, B e C?

Le classi A, B e C si trovano nella parte alta della scala energetica residenziale italiana. La classe A comprende le sottoclassi da A1 ad A4 e rappresenta il livello più elevato della classificazione. Le classi B e C indicano livelli progressivamente inferiori, ma le caratteristiche costruttive e impiantistiche possono variare significativamente da un immobile all’altro. Per questo, la classe non identifica necessariamente un particolare tipo di impianto, isolamento o tecnologia.

Che cosa significa “classe energetica A++”?

“Classe energetica A++” non fa parte dell’attuale scala APE utilizzata per gli edifici residenziali italiani. Le classi energetiche degli immobili sono infatti espresse con le categorie A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G. I simboli “+” appartengono invece a sistemi di etichettatura utilizzati in altri contesti, come quello degli elettrodomestici.

In Italia, come incide la classe energetica sui costi?

Una classe energetica più alta può essere associata a un fabbisogno energetico calcolato più contenuto, ma non consente di prevedere direttamente l’importo delle bollette. I consumi effettivi dipendono anche dalle abitudini degli occupanti, dalle tariffe, dal clima e dalle caratteristiche degli impianti. Anche l’eventuale effetto della classe energetica sul valore di mercato dell’immobile dipende dal contesto locale e dalle caratteristiche della proprietà.

La classe APE fornisce quindi soprattutto un indicatore standardizzato della prestazione energetica dell’immobile e non una previsione diretta dei costi effettivi. Le politiche europee e nazionali sulla prestazione energetica degli edifici possono inoltre modificare nel tempo i requisiti applicabili al patrimonio edilizio.

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